Il 95% delle imprese ritiene importanti le competenze video in azienda

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Secondo una ricerca pubblicata su streamingmedia.com il 95% dei datori di lavoro ritiene importante che i dipendenti sviluppino delle competenze video in azienda.

Il dato è rilevante ma non dovrebbe sorprendere se ci si ferma un attimo ad analizzare i possibili utilizzi dello strumento video in azienda.

Infatti è possibile:

  • migliorare la comunicazione
  • supportare la formazione dei dipendenti in modo migliore / più veloce
  • migliorare marketing di prodotto e brand awareness
  • agevolare il collegamento dei dipendenti geograficamente distanti
  • dare maggiore visibilità all’impegno e risultati dei dipendenti
  • responsabilizzare i dipendenti a condividere le conoscenze Migliorare networking
  • avvicinare il management ai dipendenti
  • celebrare la cultura aziendale
  • agevolare il processo di integrazione dei nuovi dipendenti
  • abilitazione modalità di lavoro flessibile (ad esempio, lavorare da casa )
  • incrementare la creatività dei dipendenti
  • supportare le vendite online

Questo lungo elenco abbraccia ambiti tanto eterogenei e strategici della vita aziendale che viene da chiedersi come sia possibile ignorare uno strumento tanto potente.
Stiamo parlando di un mondo nuovo che ha avuto una accelerazione impressionante negli ultimi anni.
Ma cosa è cambiato rispetto a soli 10 anni fa? Anche allora esistevano i filmati, si potrà obiettare.
Ripensiamo quindi per un attimo allo scenario del 2006; sembra ieri ma ad esempio YouTube era stato appena inventato, Facebook era solo un piccolo portale universitario e di entrambi non esisteva nemmeno una versione in italiano. La fruizione video diversa dalla TV era limitata al televisore collegato ad un VHS o al massimo al DVD. Non c’era ancora l’iPhone e tantomeno gli smartphone Android. Esistevano certo dei telefoni cellulari in grado di fare dei video ma la qualità era penosa e soprattutto non esisteva un ecosistema di App idonee alla condivisione dei contenuti.
Se una azienda voleva creare dei contenuti in modo autonomo, l’unica possibilità di poter raggiungere il proprio target era di stampare delle copie su Dvd e spedirle fisicamente per posta.
Per non parlare delle difficoltà tecniche connesse alla creazione dei contenuti stessi. Bisognava girare le immagini con telecamere a cassetta, riversare il tutto su di un costosissimo computer molto potente e utilizzare dei software abbastanza complessi con lunghi tempi di elaborazione.
La curva di apprendimento per tutto il flusso di lavoro era decisamente ripida e i costi per dotarsi della tecnologia necessaria ancora notevoli.

L’insieme di questi fattori, se da una parte ha limitato fortemente la capacità aziendale di generare contenuti video, dall’altra ha rappresentato un forte scudo alla diffusione di una immagine aziendale “eretica” e non controllata.
Quindi lo strumento video era un lusso riservato a poche aziende; un prodotto ben fatto, realizzato da professionisti e con una diffusione molto mirata e circoscritta.
Nel 2006 nessun ragazzino con uno smartphone poteva anche solo pensare di realizzare in 10 minuti una video recensione del nostro prodotto e pubblicarla su Facebook.

La stessa cura che si impone alle brochure o al sito web aziendale va quindi dedicata alla comunicazione video.

Qualcuno potrebbe scegliere di non utilizzare lo strumento video, ma è una opzione destinata al fallimento; se non è l’azienda ad imporre la propria voce ci saranno comunque on line dei contenuti video generati da altri.
Il campo va quindi presidiato con competenza e tempestività. Senza sovrapporsi all’operato dell’agenzia di comunicazione, bisogna essere in grado di generare in tempi rapidissimi dei contenuti audiovisivi tecnicamente ineccepibili. I filmati, soprattutto le comunicazioni aziendali, devono avere un una traccia audio di qualità, le inquadrature devono rispettare le regole grammaticali di base della composizione visiva, la scena deve essere illuminata quantomeno dignitosamente.
Infine bisogna conoscere gli elementi di base del montaggio video per riuscire a mettere insieme un prodotto compiuto che includa anche un minimo di titolazione e il logo aziendale.

La tecnologia attuale ha di molto semplificato il flusso creativo, abbassandone anche i costi; ma tutta la tecnologia del mondo non porta a nulla ne non viene associata a delle conoscenze tecniche di base.

Per sviluppare le competenze video in azienda entra in campo la formazione, e anche noi di LivingMedia possiamo supportarvi nello sviluppo delle competenze tecniche interne alla azienda.

Quello che segue è un esempio di corso tecnico di base adeguato alla formazione del “videomaker aziendale”.

Parte teorica:

Brevi cenni storici sulla nascita del cinema e delle tecnologie video
Gli elementi di base della ripresa video: fuoco, diaframma, otturatore, frequenza di ripresa, risoluzione
L’illuminazione della scena: tipi di luci necessarie e loro posizionamento
Costruzione dell’inquadratura, bilanciamento degli elementi visivi nello spazio
Gli elementi di base della ripresa audio: tipi di microfono, livelli di segnale, compressione, ascolto
Gli strumenti di ripresa: dall’iPhone alla telecamera semi professionale
Montaggio video: elementi di base del montaggio, tecniche di montaggio con software Première su PC e Final Cut Pro X su Mac
Condivisione dei filmati online

Parte pratica:

Sicuramente alla parte teorica bisogna associare una serie di esercitazioni pratiche e affiancamento dell’allievo nella creazione dei primi contenuti video.

Nel prossimo articolo simuleremo un flusso di lavoro tipico parlando anche degli strumenti tecnologici a nostro avviso più idonei alla creazione di contenuti video in ambito aziendale.
Continuate a seguirci!

Placido Losacco